La Casa di Palo Alto sta vivendo una fase di atroci difficoltà sul mercato. I motivi sono diversi e legati anche a motivi esterni alle EV.
Il brand californiano di auto sta attraversando una fase piuttosto complessa. L’hype per le EV di Musk pare essere giunto al termine e dai fatturati risulta lampante il tracollo. Elon Musk, in oltre vent’anni, ha saputo trasformare le sue auto full electric in status symbol. Vetture progressiste create per automobilisti smart con un occhio all’ambiente. Non è stato difficile demonizzare i petrolhead, puntando su fasce di ecologisti californiani o presenti in zone del Nord Europa. In tal modo le vendite hanno avuto un boom clamoroso negli ultimi 10 anni, anche grazie alla creazione di infrastrutture di ricarica intelligenti.

Musk, negli ultimi tempi, si è concentrato più su altri progetti. Non a caso ha spinto per l’acquisto di Twitter, trasformandolo in X. La gamma della Casa produttrice di EV è rimasta molto attardata. Non vi sono stati passi in avanti sul piano stilistico e il Cybertruck si è rivelato essere un flop. Già dall’annuncio, con tanto di vetro fracassato, erano emersi i limiti di un bestione non adatto al lavoro ma nemmeno all’off-road. Sono piovuti i richiami per avarie tecniche. Stavolta il marketing non è bastato e numerosi pick-up sono rimasti invenduti.
Gli errori di Elon Musk
Nella campagna elettorale del rieletto Presidente Donald Trump, il nativo di Pretoria ha assunto una posizione folle. Saluti nazisti e messaggi fuori dalle righe hanno giocato un brutto scherzo all’imprenditore di origini sudafricane. L’appoggio alla destra estrema in Germania, inoltre, ha portato a un boicottaggio clamoroso nel 2025. La vecchia Model Y ha fatto registrare numeri record in passato, mentre il restyling è tutto da valutare in questa delicata fase storica.

Le nuove immatricolazioni, nel Vecchio Continente, sono scese a 19.046 nei primi due mesi dell’anno, attribuendo una quota di mercato di appena l’1,1%, come ha riferito l’Acea. Solo a febbraio, le immatricolazioni Tesla sono diminuite del 47%, a 11.743 unità. Una flessione notevole, sebbene le vendite complessive di veicoli elettrici siano aumentate del 28,4% nei primi due mesi di quest’anno a 255.489, per una quota di mercato Ue del 15,2%. Il successo, però, lo sta cavalcando il competitor BYD. Il Governo cinese ha investito tanto per la diffusione delle EV sul mercato locale e anche oltreconfine.
La Commissione, inoltre, ha cambiato le carte in tavola sul clima, dando anche una mazzata ulteriore a Tesla. Quest’ultima sperava di recuperare risorse con i crediti verdi, bilanciando le “colpe” e le tasse che sarebbero piovute sui major europei, tra cui Stellantis. Il calo di Tesla è fisiologico, ma si sta facendo sempre più grigia per il brand di EV più famoso al mondo.