Il gruppo Stellantis continua a far discutere per la gestione dei propri lavoratori, ed ora c’è una notizia che preoccupa e non poco.
La crisi del settore automotive rischia di precipitare una volta per tutte a causa dei dazi imposti da Donald Trump, fissati al 25% per le auto che verranno importate d’ora in avanti negli Stati Uniti d’America. La Ferrari ha già reagito aumentando del 10% i prezzi della propria gamma, e tutti dovranno seguire delle strategie alternative per evitare il collasso. Stellantis ha momentaneamente fermato l’attività di 900 lavoratori tra i suoi stabilimenti situati in Canada ed in Messico, riprende invece un sito di produzione all’interno degli USA.

Il gruppo Stellantis, dunque, si sta dando da fare per cercare di ottimizzare i propri investimenti e gestire la forza-lavoro, ma nel frattempo, è arrivata una mazzata anche per i dipendenti italiani, che da tanto tempo sono in polemica con il colosso dell’automotive. Di recente, il presidente John Elkann si è recato in Parlamento raccontando di voler avviare nuovi investimenti nel nostro paese, ma quanto stabilito dai vertici nelle ultime ore non può essere certo letto positivamente. Centinaia di posti di lavoro sono stati tagliati in due stabilimenti italiani.
Stellantis, ufficiali i tagli a Pomigliano d’Arco e Pratola Serra
La Fiom non ha voluto siglare l’accordo con Stellantis in merito ai tagli, cosa invece fatta da altre organizzazioni sindacali, ma ha comunicato che ben 300 persone sono state licenziate a Pomigliano d’Arco, ed altre 50 a Pratola Serra, la fabbrica di motori che si trova in provincia di Avellino. Per l’industria della Campagna la notizia è tragica, ed è una compensazione che soddisfa sino ad un certo punto l’assunzione di 114 giovani a tempo indeterminato presso lo stabilimento di veicoli commerciali che si trova ad Atessa, in provincia di Chieti.

Lo strumento più usato da Stellantis per avviare i risparmia sono i pre-pensionamenti volontari, riducendo i dipendenti da 55.000 del 2021 ai 38.000 attuali. Nel nostro paese, la produzione di auto è precipitata nel corso degli ultimi anni, passando da 751.384 veicoli nel 2023 ad appena 475.090 del 2024, un crollo che ha portato il dato a scendere sotto il mezzo milione di veicoli. Come risposta a questo periodo di grave difficoltà, il gruppo di John Elkann prosegue con i licenziamenti ed i tagli, e la situazione sembra essere ormai sfuggita di mano. Immaginare una rapida ripresa sembra quasi un miraggio.