Questo potrà generare non poche anomalie, dato che molti sono gli automobilisti che per passione hanno scelto di acquistare un’auto potente, ma di seconda mano e non più recentissima. In base al redditometro quindi non ci sarebbero distinzioni tra un onesto lavoratore che ha faticato per potersi togliere lo sfizio di un’auto ad alte prestazioni, anche se datata, e un evasore che acquista abitualmente supercar o maxi-SUV intestandoli a società di comodo. E questo è il controsenso di questa norma. Senza contare poi che con il prezzo sempre crescente dei carburanti, le quotazioni delle auto più potenti stanno crollando sul mercato dell’usato, complici anche i continui blocchi del traffico in molte città del Nord. Ci auguriamo quindi che il fisco utilizzi con buon senso i mezzi che gli sono stati messi a disposizione.