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Il Musee de l’Aventure, il Museo Peugeot a Sochaux, è decisamente qualcosa di più completo e ampio, che una semplice esposizione di auto. C’è la storia del marchio del Leone racchiusa all’interno, storia lunga oltre due secoli, dal 1810, quando apparve il logo per la prima volta sulla scena, fino all’impegno nelle competizioni, i veicoli a due e quattro ruote odierni, gli oggetti di uso comune per la casa.
Una visita, chi dovesse trovarsi dalle parti di Sochaux, è bene farla, si ripercorrerà l’evoluzione delle automobili lungo tutto il Novecento, comprendendo al meglio quanti e quali passi (enormi) in avanti siano stati compiuti. Aperto tutti i giorni, tranne a Natale e Capodanno, il biglietto costa appena 8,50 euro.
Abbiamo avuto il privilegio di girovagare all’interno in occasione dell’annuale PeugeotandFriends, appuntamento della casa transalpina con i media che hanno avuto accesso ai 6000 metri quadri d’esposizione, visitati da 80 mila persone ogni anno.
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La passeggiata parte, però, da lontano, dal 1891, quando la prima auto a benzina, la Vis-a-Vis, esibisce il Leone sulla carrozzeria: è l’inizio della produzione di auto da parte dei fratelli Peugeot. L’inizio del secolo scorso vede l’escalation della produzione a livello industriale tra il 1905 e il 1918, per arrivare alla produzione di auto di massa, negli anni tra il ’19 e il ’35: la Quadrilette 161 e la Landaulet 184 sono solo alcuni esempi, insieme alla Peugeot 601. Assistiamo al debutto della numerazione a tre cifre, tipica Peugeot. Il periodo immediatamente antecedente la guerra vede nascere le linee filanti delle carrozzerie in acciaio, siamo nel 1936 e si andrà avanti fino al 1949: Peugeot 401 e 402 appartengono a quest’era.
Il boom su larga scala, con modelli accessibili a tutti, si ha negli anni Cinquanta: la Peugeot 403 verrà prodotta in 1.3 milioni di esemplari nel volgere di 20 anni.