La prima FIAT nata dal progresso: aveva delle innovazioni mai viste prima

Vi sono FIAT che hanno stravolto, interamente, gli scenari dell’automotive italiano. Un modello in particolare ha fatto la differenza.

C’era una volta una FIAT in grado di comandare il mondo. Gianni Agnelli, dopo un viaggio negli Stati Uniti, decise di fare le cose in grande a Torino e vennero acquisiti i principali marchi nostrani, come Lancia, Maserati e Alfa Romeo.

La prima FIAT nata dal progresso: aveva delle innovazioni mai viste prima
FIAT – Allaguida.it

La Fabbrica Italiana Automobili Torino rimase sempre centrale nel business degli Agnelli. La berlina 132, tre volumi 4 porte con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore prodotta dalla FIAT, a partire dal 1972 fu una rivoluzione. La 132 venne proposta con due motorizzazioni: la 1600 (1592 cm³, alesaggio x corsa 80 x 79,2 mm, in allestimento normale e Special) con 98 CV a 6000 giri/min, capace di toccare i 165 km/h; e la 1800 con 105 CV a 6000 giri/min e velocità massima 170 km/h. Il design era tipico degli anni ‘70, caratterizzato da un frontale con 4 fari anteriori circolari e dei finestrini anteriori privi dei deflettori.

L’auto aveva un cambio a 4 marce, ma optional c’era anche l’automatico epicicloidale a tre velocità con convertitore di coppia idraulico. Le sospensioni avevano lo stesso schema adottato dalla 125: anteriori a quadrilateri trasversali con bracci oscillanti sovrapposti, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici coassiali a doppio effetto; posteriori ad assale rigido con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici coassiali a doppio effetto più una coppia di biellette di ancoraggio supplementari.

FIAT, la soluzione che cambiò l’automotive

La 132 aveva la barra stabilizzatrice sull’anteriore, per controllare il coricamento laterale in curva, perfezionando la tenuta di strada alle elevate velocità. L’impianto frenante era a dischi sulle quattro ruote, con doppio circuito, servofreno e correttore di frenata sul circuito posteriore. L’abitacolo era curato con il pavimento in moquette, mentre il padiglione venne creato in materiale sintetico traforato.

La produzione robotica della FIAT 132
FIAT, la soluzione che cambiò l’automotive (Media Press) Allaguida.it

La plancia aveva inserti in finta radica e racchiude in sé una strumentazione circolare con: tachimetro, contagiri elettronico (optional), indicatori di livello benzina e temperatura dell’acqua, orologio e pressione dell’olio (optional). Il volante era a due razze e a inclinazione regolabile. La 132 fu la prima FIAT assemblata parzialmente da robot. Gli elettrosaldatori applicarono punti di saldatura alla carrozzeria. La 132 era proposta nelle versioni normale, più economica, e Special con gli optional. Una berlina che, a differenza di molte altre successive, ha conservato un grande fascino.

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