Il fermo amministrativo auto dell’auto è un grosso problema per chi lo subisce. Un decreto legislativo voluto dal Governo e varato lo scorso ottobre aveva complicato ulteriormente la situazione. Ci sono però delle novità che potrebbero alleggerire i problemi. Andiamo con ordine.
Prima dell’introduzione del decreto legislativo 159/2015, il debitore al quale era concesso di pagare il debito tramite una rateizzazione, poteva tornare ad usare il veicolo dopo il pagamento della prima rata. Invece quel decreto, in vigore dal 22 ottobre 2015, ha stabilito che è necessario pagare completamente il debito per tornare a circolare. Si tratta chiaramente di un grosso problema per chi ha magari necessariamente dovuto dilazionare il pagamento in molti mesi, magari qualche anno (il limite è di 6 anni per importi non superiori a 50.000 euro e 10 anni per importi superiori).
Ma ci sono delle novità, come dicevamo. Equitalia, società pubblica e maggiore concessionaria di riscossione per le amministrazioni pubbliche, si è mossa per facilitare il ritorno all’uso del veicolo fermato. L’amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, ha varato un provvedimento in tal senso. Si legge nel comunicato di Equitalia diffuso il 9 febbraio: “Il fermo amministrativo può essere sospeso se il contribuente ottiene un piano di rateizzazione. Infatti, con il pagamento della prima rata Equitalia rilascerà un’apposita comunicazione con la quale il debitore potrà recarsi negli uffici del Pra per effettuare l’annotazione della sospensione e riprendere a utilizzare il veicolo“.
Ruffini è stato convocato dalla commissione Finanze del Senato per un’audizione in merito alla questione. Si sta anche studiando una procedura per fare tutto direttamente negli uffici di Equitalia, tramite il collegamento telematico con i server del Pra.