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Se siete in Sud Africa, a Johannesburg, fate un salto al Salone dell’auto (18 – 27 ottobre 2013) per vederla dal vivo. La Dacia Duster DeTour concept in realtà andrebbe chiamata col suo vero nome, ovvero, Renault Duster DeTour. Su un mercato emergente, proporre il brand low-cost di famiglia certo non era mossa tra le più azzeccate per lanciare il crossover nella sua veste più aggressiva e coinvolgente.
Va detto subito che non sono noti progetti a breve-media scadenza che lascino pensare a un debutto della versione esposta a Johannesburg, tuttavia, le idee per intervenire sulla propria Duster e installare alcuni dettagli proposti dal concept non mancano.
Si parte dalle “calzature”, con cerchi in lega da 18 pollici a cinque razze, bicolore come la carrozzeria. Al giallo evocativo della storica Dakar si abbina un grigio opaco che regala contrasti netti. Modifiche anche al frontale. Si parte dalla calandra, decisamente più brutta di quella delle “nostre” Dacia, mentre i gruppi ottici replicano la striscia luminosa arancione alla base dei proiettori. Sul paraurti trovano posto due faretti supplementari, sporgenti e con la scritta del modello sopra il portatarga.
Quando risenta dell’aria della Dakar, la Duster DeTour, si scopre sul tetto, con altri due faretti collocati davanti alle barre longitudinali, interamente in tinta opaca, come il resto della coda, dal montante C indietro.
Doppio terminale di scarico ben in vista, finta slitta d’alluminio alla base del paraurti e gruppi ottici con grafica simil-led completano lo stile del posteriore.
Quanto alle dimensioni, a causa del paraurti anteriore con i faretti supplementari sporgenti, la DeTour misurerà qualche centimetro in più rispetto ai 4 metri e 32 centimetri di lunghezza della Duster normale.