La posizione della famiglia Agnelli è invidiabile. E’ tra le più solide al mondo perché non si basa solo sulla vendita di auto. Hanno differenziato i business.
“Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità”, disse una volta Gianni Agnelli. Una delle frasi più celebre dell’Avvocato racconta quanto ci sia dietro allo schema familiare della famiglia italiana più nota al mondo.

La storia di Gianni e suo fratello Umberto affonda le radici nelle prime attività imprenditoriali che i loro antenati avviarono nel ‘700. La fortuna della famiglia comincia tra filande e coltivazioni di bachi da seta e cresce tra medici, giuristi e banchieri. L’albero genealogico della famiglia Agnelli racconta che nell’800, dal matrimonio di Giovanni Agnelli e Clara Boselli nacquero Edoardo e Caterina. Il primo sposò Virginia Bourbon del Monte e misero al mondo Clara, Gianni, Susanna, Maria Sole, Cristiana, Giorgio e Umberto, mentre Caterina sposò Carlo Nasi dando vita al nuovo ramo familiare con Clara, Laura, Giovanni, Umberta ed Emanuele.
Le parentele degli Agnelli, però, si intrecciano con altre famiglie di spicco straniere come i Fürstenberg e i Von Hohenlohe. La morte dell’avvocato Agnelli ha segnato il brusco scossone che ha poi portato a una serie di cambiamenti nell’assetto imprenditoriale della famiglia il cui nome era indissolubilmente legato alla FIAT e alla Juventus.
Agnelli, una ricchezza diversificata
Il nocciolo del loro patrimonio è indubbiamente la FIAT, l’industria automobilistica appartenente al Gruppo Stellantis, ma ovviamente la diversificazione è obbligatoria in economia e gli affari degli Agnelli abbracciano anche l’editoria e la finanza, senza dimenticare il calcio, la Juventus. L’universo Exor degli Agnelli oggi comprende attività in svariati settori, a partire dall’Automotive di lusso con Ferrari, azienda indipendente da Stellantis, i capital good CNH Industrial, il gruppo industriale Iveco, la società calcistica Juventus, il settimanale The Economist e il gruppo editoriale GEDI, proprietario dei quotidiani la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX, e di una serie di quotidiani locali e di varie emittenti radiofoniche.

Il ruolo di comandante di questo impero spetta a John Elkann, nipote di Gianni Agnelli. Quest’ultimo, dopo la scomparsa del figlio, decise di affidare i patrimonio al primogenito di sua figlia Margherita e di Alain Elkann. Exor vanta un Gross Asset Value (valore lordo degli attivi) di oltre 33 miliardi di euro: il 65% di questi è rappresentato dalle partecipazioni in Ferrari, Stellantis e CNH industrial. Un 10% proviene dalle partecipazioni in Iveco, Juventus, Institut Mérieux, Christian Louboutin, Via, The Economist, GEDI e altre società. Infine, il 5% è dato dalle attività di Lingotto e di Ventures. Un vero impero.