La crisi del mercato automotive colpisce anche un altro marchio di livello internazionale, un punto di riferimento per molti automobilisti.
Il 2024 è ormai stato riconosciuto come un anno molto delicato e complesso per quanto riguarda il mercato automotive. Numeri in calo, vendite ai minimi storici ed inflazione da record, tutte situazioni che hanno messo in difficoltà lo stato di moltissimi brand del settore. Basti pensare a Stellantis, la holding euro-americana con 14 marchi al proprio interno, che ha subito colpi durissimi in questo senso e sta provando a risollevarsi con difficoltà.
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Anche un colosso internazionale, che ha sedi e stabilimenti in tutto il mondo, sta risentendo della recente crisi in maniera più seria del previsto. Stiamo parlando di Ford, la storica casa automobilistica statunitense, fondata da Henry Ford nel lontano 1903. Ebbene, nonostante la risonanza e la grande tradizione di autovetture, la Ford vive un periodo delicato.
I dati finanziari di Ford sono dunque in netto decrescendo. Per cercare di risollevare la situazione, il marchio americano ha deciso di prendere un accorgimento a dir poco impopolare, che non farà piacere né ai propri dipendenti, né all’opinione pubblica.
Ford costretta ai tagli per risparmiare sui costi annui
Intanto bisogna spiegare perché Ford è entrata in uno stato di crisi. L’ovale blu ha deciso di tagliare la produzione di alcune delle vetture compatte ed utilitarie storiche, come Fiesta e Focus, puntando completamente su segmenti maggiori come SUV e crossover. Il problema è che gran parte delle nuove produzioni sono ad alimentazione 100% elettrica, mentre i clienti europei ancora non vedono di buon occhio questa rivoluzione ecologica.
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Scelte e strategie che hanno fatto perdere 5,1 miliardi di dollari nel 2024, vale a dire oltre il 23% del valore azionario svanito, al contrario della rivale General Motors che sta facendo un percorso inverso ed in crescita. Per cercare di limitare i costi e allontanare la crisi nera, Ford ha deciso di effettuare dei tagli drastici.
L’azienda ha annunciato i tagli sui bonus azionari al 50% dei suoi dipendenti, di livello intermedio, a livello globale. In pratica circa 1.650 tra impiegati ed operai (su un massimo di 3.300) dovranno fare a meno dei bonus. Saranno i dirigenti senior che dovranno stabilire a chi concedergli ancora ed a chi invece decurtarli.
Una misura netta volta a tagliare le spese dell’azienda e migliorare le performance, anche se come spesso accade a rimetterci sono soltanto i dipendenti. Il rischio è quello di dimissioni volontarie e di una insoddisfazione insorgente all’interno degli stabilimenti Ford.