A voler esser sinceri, non serve l’Audi Traffic Light System per risparmiare tempo al semaforo e carburante. Sarebbe sufficiente avere una condotta di guida intelligente, saper leggere la situazione del traffico che ci circonda quando siamo al volante a modificare il proprio stile: insieme allo start&stop oggi di serie su tante auto, almeno un po’ di carburante in meno riusciremmo a risparmiarlo.
Scendendo nei dettagli, il sistema Audi sfrutta la connessione internet di bordo per interfacciarsi con la rete dei semafori della città. Primo “intoppo”: servono città all’avanguardia e quelle italiane, sotto il profilo delle infrastrutture e della rete viaria, sono ridotte il più delle volte a mulattiere o arterie da periodo post-bellico.
E per le ripartenze? Ad esempio, l’Audi Traffic Light potrebbe riattivare senza alcun ritardo il motore, messo in stand-by dallo start&stop: questione di decimi di secondo, al massimo 1 secondo, ma pur sempre un’ottimizzazione, azzerando i tempi morti tra scatto del verde, riattivazione del motore e partenza.
[secgalleria id=”12467″]
Il primo mercato sotto la lente d’ingrandimento della casa tedesca è, nemmeno a dirlo, quello statunitense, dove potrebbe esordire il dispositivo a bordo dei modelli Audi con connessione internet (molti offrono la rete veloce LTE; ndr).
C’era una volta l’onda verde, quella che ti suggeriva la velocità da mantenere per passare col verde al semaforo successivo. I tempi cambiano e le tecnologie si evolvono, ma senza l’adeguamento dei comportamenti, ci ritroveremo sempre più tempo immobili.