La Opel è una delle case costruttrici più storiche della Germania. Scopriamo chi fabbrica oggi i suoi motori.
La Opel sta vivendo una nuova fase piuttosto positiva. Gli italiani stanno apprezzando i nuovi modelli in gamma. La quota di mercato delle vetture del brand teutonico, alle nostre latitudini, si è mantenuta stabile al 2,8% durante l’anno, ma con una crescita notevole nelle immatricolazioni rivolte ai clienti privati, passando dal 2,5% del 2023 al 2,9% nel 2024, un segnale chiaro di rafforzamento della presenza del marchio nel car market.

Il brand Opel è stato fondato, nel 1862, da Adam Opel per realizzare macchine da cucire, e in seguito biciclette. Con il successo delle prime automobili, l’imprenditore iniziò a fabbricare a Rüsselsheim le prime vetture. Il progetto, nel 1899, prese una piega positiva. Da 1901 e il 1930 Opel divenne un punto di riferimento anche nel mercato delle due ruote. Il 17 marzo 1929 i fratelli Wilhelm e Friedrich von Opel decisero di cedere, a causa della crisi economica, l’azienda alla General Motors. L’80% delle azioni finirono nelle mani del colosso americano.
Oggi vi sono brand tedeschi, come Mercedes, BMW, Audi, che hanno un appeal superiore, ma un secolo fa l’Opel era il costruttore più importante in Germania. La General Motors, nel 1931, chiuse l’affare, senza causare una indipendenza gestionale, tecnica e produttiva dell’azienda tedesca. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale vennero prodotte Opel leggendarie, tra cui la Rekord (1953), la GT (1968), l’Ascona e la Manta (1970), la GT (1971), la Monza (1977), le Kadett (1979 e 1984).
L’affidabilità dei motori Opel
Nel corso degli anni ’90 il marchio fece faville alle nostre latitudini con il lancio della Omega (1996), la Vectra (1988), la Calibra (1990), la sportiva Tigra (1994), il confortevole monovolume Zafira (1999), senza dimenticare l’utilitaria Corsa, l’Astra, la Mokka e l’Insignia. Nel 2017 arrivò l’acquisizione del brand da parte del Gruppo PSA, oggi confluito in Stellantis insieme a FIAT, Alfa Romeo, Peugeot, Citroen e DS, e altri top brand.

Non è un caso che diversi nuovi modelli Opel siano stati costruiti sulle piattaforme del colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA. Il linguaggio stilistico è cambiato diventando più tagliente e giovanile. Vi sono auto elettriche futuristiche e modelli che piacciono per la loro storicità. Dopo General Motors, i cugini italo-francesi hanno segnato l’evoluzione motoristica delle nuove Opel.