Si parla molto del futuro di benzina e diesel, che possono avere ancora un futuro, ma che ha una scadenza precisa. I dettagli.
Le auto preferite dai clienti sono ancora, nettamente, quelle dotate di motori a combustione interna, ovvero spinte da benzina e diesel. Nonostante tutti i discorsi a favore del green, che puntano a spingere in alto le auto elettriche, il termico continua a dominare la scena, riuscendo a garantire maggiore efficienza e prezzi di acquisto più bassi. In Europa si punta ad interrompere la vendita di veicoli termici entro il 2035, lasciando spazio solo alle full electric ed alle vetture ibride.

Al momento, un progetto di questo tipo sembra impossibile da realizzare, ma guardando sul lungo periodo potrebbe diventare necessario, e non solamente a causa dell’inquinamento. In base all’ultima ricerca effettuata da Rystad Energy, ci sono ancora riserve globali di sottosuolo stabili, ma rispetto allo scorso anno c’è stato un calo di 52 miliardi di barili. Nell’Opec c’è anche chi non dice la verità sul fronte delle stime nazionali, ma siamo ancora lontani dal picco della produzione. Andiamo a scoprire i dettagli su un argomento che ha una certa rilevanza in chiave presente e futura.
Petrolio, la riserva a livello mondiale è di 1.500 miliardi di barili
Secondo la ricerca dell’ente sopracitato, il picco di produzione del petrolio arriverà entro il 2035 con 120 milioni di barili estratti al giorno, ma ci sono anche degli aspetti che non lasciano ben sperare. Le riserve di petrolio recuperabili sono stabili, con un totale di circa 1.536 miliardi di barili, un dato che si riferisce ad una soglia attesa di massima estrazione petrolifera da qui ai prossimo 100 anni. La discesa però inizierà subito dopo il picco e la caduta sarà rapida sino al 2050, quando si parla di circa 85 milioni di barili che verranno estratti a livello giornaliero.

Dei 1.500 miliardi di barili che possono essere strati, tuttavia, solo 1.200 miliardi possono essere considerati sostenibili dal punto di vista economico. Tuttavia, guardando a lungo raggio, dal 2050 in poi la produzione di petrolio scendere a 55 milioni di barili al giorno, con una diminuzione che sarà poi costante nel tempo. I prezzi dei barili si manterrebbero attorno ai 50 dollari al barile, ma circa un terzo del petrolio recuperabile al mondo, ovvero 500 milioni di barili, potrebbe restare bloccato per via di sviluppi non redditizi. Una transizione energetica di questo tipo, tuttavia, sarebbe un toccasana per alleviare il riscaldamento globale, che verrebbe limitato ad 1,9 gradi.